lunedì 6 gennaio 2020

La truffa delle Miss elette con i Like sui social


Nell'era dei social, non potevano mancare i furbetti "ladri" di like. Ed è così, che in un momento mediatico dove le influencer la fanno da padrone, aumentano le iniziative che speculano sui followers di giovani ragazze che pur di vincere un qualsiasi premio, mettono a disposizione i propri contatti ad aziende più o meno serie. 

La dinamica è semplice : le utenti di Instagram o Facebook, possono contare su quantità svariate di seguaci, spesso amici solo virtuali o nella gran parte dei casi, di semplici altri utenti che "seguono" le "storie" e le pubblicazioni di belle ragazze nel loro quotidiano. 
E qui entrano in ballo pseudo organizzazioni, che promettendo gloria o spesso presenza ad eventi mediatici di dubbio interesse (e che non hanno mai dato ne gloria ne successo a nessun volto), chiedono in cambio di promuovere prodotti, aziende ed eventi sui social network di queste "illuse" ragazzine. 
Si sa, fare pubblicità sui social ha dei costi, quindi fare promozione senza pagare nulla e illudendo giovani ambiziose di visibilità è molto più conveniente. A farne però le spese sono le povere giovani e bellissime aspiranti modelle e influencer, che si ritrovano ad aver fatto pubblicità per nulla o forse in cambio di una giornata sulla neve o sulla sabbia di locali discutibili.

Accade in ogni settore, non poteva non accadere anche nei concorsi di bellezza. A fare chiarezza su quanto stia accadendo da qualche anno, è Marco Paganelli, coordinatore CIP Coordinamento Italiano Professionisti della Moda e dello Spettacolo, già in passato accreditato al Registro Trasparenza della Comunità Europea e che abbiamo intervistato per aiutare le giovani teen ager a stare alla larga da chi specula troppo sulle loro spalle.

Presidente, ci risiamo, periodicamente si affacciano nuovi soggetti nel mondo che in qualche modo da anni lei tenta di rendere più trasparente. 
Non è una sorpresa. Ma è interessante comunque notare come pseudo organizzazioni che lucrano marginando gli spiccioli, utilizzando spesso amicizie di personaggi meteore o vip di serie b, riescano ad infilarsi con perspicacia in ogni piccola iniziativa per reperire qualche euro a scrocco.

Sembra avere bene in mente di chi si stia parlando.
No anzi parlo in astratto. Di questi soggetti ne esistono tanti. Aprono delle partita iva come organizzatori di eventi e poi li ritrovi con agenzie di spettacolo, intermediari artistici, tour operatori, rivenditori di vino, mediatori di immobili. Non è un caso vederli ospiti con la sede, presso location altrui, anche perché di rado questi soggetti hanno liquidità per pagare affitti. In alcuni casi sono soggetti pregiudicati o in altri indagati per reati penali di svariata natura.
Soggetti anch'essi che organizzano queste furbate, per pochi euro o per una vacanza gratuita in location che investono con ospitalità per ottenere qualche like sui social.

Entriamo nel merito. Come funziona la "truffa dei like".
Ma in realtà non è una truffa. La intendo una buona idea per rubare contatti a ragazze ingenue.
Per capirci, il nostro presidente come tutti sanno, è anche patron di alcuni contest canori e di bellezza pertanto parlo a ragion veduta e per esperienza. La vincitrice ad esempio, di un concorso di bellezza, dovrebbe essere eletta o a furor di popolo, rischiando di pregiudicare la scelta sulla bellezza, agevolando la vincita di una concorrente con molti amici disposti a votarla da casa con un televoto ad esempio. Se volessimo dare priorità ad una scelta concreta sulla bellezza, allora dovremmo concedere la vittoria ad una concorrente scelta da una giuria di esperti che non tiene conto di altre influenze esterne. 

E cosa centra questo con la "truffa dei like"?
Ripeto intanto che non si tratta di truffa ma di gran furbata. In alcuni contest, inclusi quelli ai quali il CIP collabora in quanto il patron è nostro presidente, si offre, l'opportunità a delle concorrenti, di ottenere un premio "social". Infatti, tra coloro che nel contest, pubblicano materiale sui social o che promuovono una foto, un brand, un azienda, una location, viene eletta una vincitrice minore e cioè colei che ha generato più traffico.

Be tutto torna. Nessuna truffa.
Se a vincere il contest è una concorrente eletta per la sua bellezza e non per quanto sia brava ad ottenere like, allora è un contest di bellezza vero e serio.
Così come si può chiamare beauty contest, lo stesso contest che oltre la vincitrice, elegge una fascia minore eletta proprio grazie ai like. 
E' inverosimile pensare però che una bellissima possa non vincere un contest di bellezza a discapito da chi magari è poco bella, ma bravissima a farsi votare una foto grazie a tanti amici e contatti sui social. Ancor peggio poi chi vince perché i like li ha comprati (costano pochi euro e non sono verificabili).

E perché ci sono organizzazioni che metterebbero in  piedi questo genere di iniziative promettendo premi a chi ottiene like sui social?
Fare pubblicità sui social costa relativamente poco. Per chi ha poche risorse è comunque un investimento notevole e per chi di risorse non ne ha, diventa molto più facile regalare un paio di giorni di vacanza a un gruppo di ragazze, in cambio di promozione di post, link, hashtag e tag su profili di coloro che ricevono in cambio la promessa di presenza ad eventi in realtà inutili ma che in apparenza lasciano presagire visibilità.

Ci sono rimedi per evitare di imbattersi in queste organizzazioni?
Certo. Basta evitare di prendere parte a chi in maniera subdola, con tanta simpatia, propone questo genere di iniziative dove a vincere non è sicuramente la più bella ma solo chi ha più followers o amici. Diverso se il contest è meramente un social contest dove la bellezza non conta e dove conta solo la bravura a fare promozione sui social network. Si premia tenacia, abilità, followers (veri) e like. Ma in questo modo, ovviamente perderebbe appeal e queste organizzazioni difficilmente riuscirebbero a coinvolgere o raggirare giovani ragazzine ambiziose di visibilità. Infine, diffidate care miss, da coloro che collaborano anche solo marginalmente con questi soggetti, sono persone forse simpaticissime, ma ormai alla "frutta".