domenica 14 giugno 2020

Crisi del turismo e fase due: Delia Paciello porta la protesta Assobus in Tv

giugno 14, 2020

La ripresa è lenta ai tempi della fase due e ci sono numerose categorie di lavoratori che si dicono dimenticati dalle istituzioni. Il settore turismo infatti guarda da lontano i tempi d’oro, quando nei siti italiani giungevano visitatori da tutto il mondo. Ora, nonostante la riapertura dei confini almeno fra le regioni gli spostamenti vengono visti ancora con timore da molti, e allora sembra davvero difficile ripartire. È questo il caso ad esempio delle aziende che si occupavano dei trasporti turistici e non solo: Assobus in Campania raccoglie migliaia di lavoratori ora fermi perché impossibile viaggiare su quei bellissimi pullman a due piani che portavano in giro i turisti per Napoli o le splendide località della costiera amalfitana, e non solo. Anche ora che è consentita la circolazione viaggiare a carico super ridotto non permette di sostenere le grandi spese che sono alle spalle per la manutenzione dei veicoli e il sostentamento di tutti i dipendenti del settore. “Non siamo stati aiutati, cassa integrazione inesistente, abbiamo bisogno di aiuto. Le spese ci sono comunque, anche se non lavoriamo, e ora siamo giunti al limite ma chi è al governo ci ha dimenticato. Noi siamo pronti ad arrivare a Roma, siamo spinti dalla disperazione e meritiamo di essere ascoltati”, è l’urlo che giunge dai consiglieri Assobus della Regione.


A dargli voce è stata la giornalista Delia Paciello in una diretta per Canale Italia e Gt Channel nel corso della trasmissione Campania Domani. “Ai miei microfoni hanno parlato Rosario Leoncino, Luigi Acierno, Carmine Astore e Pasquale D’agostino in rappresentanza della categoria e hanno portato avanti con forza le loro ragioni”, ha poi commentato la giornalista e conduttrice televisiva amatissima inCampania e non solo, nota per la sua trasmissione Delietta Gol pronta a tornare sugli schermi dal prossimo 17 giugno e per i suoi articoli su Il Mattino, da anni in prima linea per raccontare le emozioni del calcio ma anche i disagi della società.


“Ho letto chiaro nei loro occhi – ha continuato la Paciello - l’enorme disagio e ogni settimana cerchiamo di raccontare le difficoltà della ripartenza ai tempi del coronavirus. Si può fare di più e ci vorrebbero sostegni uniformi, senza dimenticare nessuno. I rappresentanti di Assobus hanno chiesto misure chiare, dal differimento dei mutui, leasing e finanziamenti fino a marzo 2021 essendo la stagione in atto praticamente annullata con l’annullamento dei relativi interessi fino allo snellimento burocratico relativo ai finanziamenti per il fondo di Garanzia per dare liquidità alle aziende. Spero che si possa aprire un tavolo di confronto per questi lavoratori e per tutti coloro che non riescono a rialzarsi dalla crisi. L’Italia ha bisogno di risolvere gravi questioni con ragionevolezza e massima competenza in questa fase”.


mercoledì 3 giugno 2020

Scambi culturali e formazione: Gumina è il nuovo presidente di Amerigo

giugno 03, 2020



Cambio di guida per Amerigo, l’associazione che riunisce alumni italiani dei programmi internazionali di scambio culturale del Dipartimento di Stato americano tra i quali Fulbright, International Visitor Leadership Program, Eisenhower Fellows ed altri. Lo ha eletto l’Assemblea dei Soci riunitasi ieri 28 maggio con modalità telematica: il nuovo presidente è l'economista Andrea Gumina, 43 anni, siciliano.

Fondata nel 2007, l'associazione è da sempre impegnata nella promozione dei rapporti transatlantici attraverso progetti realizzati in collaborazione con la Missione diplomatica degli Stati Uniti in Italia, come il Premio giornalistico Amerigo ed il Premio Letterario delle Quattro Libertà, oltre promuovere numerose iniziative con partner italiani ed americani di grande prestigio. Tra queste, Amerigo for Law, un programma di alta specializzazione in ambito giuridico che l’Associazione realizza ogni anno in collaborazione con la School of Law della Fordham University.

Nelle linee di programma approvate dall’Assemblea trova ampio spazio anche la riflessione sul mondo post-COVID 19 animata dai contributi di alumni ed esperti provenienti da Italia, Stati Uniti e dagli altri Paesi euro-asiatici nei quali è presente l’European Network of American Alumni Association.

Ma ci sono altri cambiamenti nell'organigramma dell'associazione, che vede ora alla vicepresidenza il manager napoletano Edoardo Imperiale e la docente milanese Silvia Minardi oltre al Past President Vito Cozzoli. Confermato alla Segreteria generale il consulente aziendale Massimo Cugusi.



Gli scambi internazionali dell'associazione Amerigo riguardano gli alumni italiani dei programmi promossi dal Dipartimento di Stato americano. Tra questi, in particolare, Fulbright ed International Visitor Leadership Program, che da oltre sessant’anni offre a figure emergenti nel campo della politica, della società, dei media, dell’economia di tutto il mondo, l’opportunità di approfondire la conoscenza della realtà statunitense attraverso visite e scambi professionali. In Italia gli alumni dei programmi di scambio internazionale degli Stati Uniti sono circa 1500, tra i quali ex Capi di Stato e di Governo e numerose personalità del mondo economico e sociale, dell’università e della ricerca.

Pratiche auto, la burocrazia rallenta la ripresa

giugno 03, 2020


La nuova normativa relativa al Documento Unico aumenta i tempi delle procedure per le nuove pratiche auto, in totale contrasto con la riforma Madia che annunciava la semplificazione e la velocizzazione della burocrazia, proprio in un periodo in cui il coronavirus impone di evitare file di attesa e assembramenti: proteste in tutta Italia da parte dei consulenti del settore. 

Sono tante infatti le difficoltà nell'Italia che cerca di ripartire ai tempi del coronavirus, e per questo si corre verso il tentativo di snellimento e velocizzazione della burocrazia nei vari ambiti in modo da non ostacolare ulteriormente la ripresa. Nei fatti, però, non è sempre così. La denuncia arriva anche dal settore automobilistico: l’imminente entrata in vigore del Documento Unico - così come da Decreto Legislativo n. 98 del 29 maggio 2017 prorogato al 1° gennaio 2019 dalla legge 205 del 2017 e già più volte rinviato - vedrà ora costrette le agenzie di pratiche auto ad adottare lunghe procedure per l’emissione del documento anche in piena emergenza coronavirus. Infatti secondo la nuova normativa saranno necessarie molteplici operazioni che aumenteranno i tempi di lavorazione di ogni singola pratica di circa 30/40 minuti e di conseguenza il rischio di file di attesa e assembramenti.

Sono innumerevoli le proteste che provengono dagli operatori del settore di tutto il territorio nazionale. “Tale circostanza è di base discutibile, ma in questo particolare momento risulta inaccettabile”, commentano nel gruppo Fb Consulenti per i mezzi di trasporto, dove ci sono oltre 750 agenzie italiane. E qualcuno spiega: “Con la nuova procedura si creerebbero assembramenti negli uffici e la materiale impossibilità di soddisfare le richieste dei clienti. Se le agenzie decidessero di non accettare tali richieste viste le palesi difficoltà, i cittadini dovrebbero necessariamente rivolgersi agli uffici pubblici sul territorio (che sono uno per provincia), che paradossalmente in questo momento sono chiusi o nei migliori casi limitano fortemente l’accesso, creando di fatto un blocco completo di tutte le pratiche amministrative legate alla compravendita dei veicoli che timidamente prova a ripartire”. Sembra quindi chiaro si tratti dell’ennesimo paradosso della burocrazia italiana questa volta a danno della ripresa economica dell’intero settore automobilistico. 

Altro danno di questa procedura è relativo al fatto che tra le altre cose aumenterebbero indirettamente i costi a carico degli operatori professionali e in via consequenziale degli utenti finali.

LA questione è già sul tavolo di discussione in Calabria, dove sono partite le prime istanze a opera dei consiglieri regionali Francesco Pitaro e Luca Morrone dirette al Ministero dei Trasporti e all’Assessorato ai Trasporti. Sottolineando anche i grandi numeri della petizione su change.org i due consiglieri hanno chiesto di  sospendere le procedure informatiche di cui al d.lgs. N. 98/2017, o in subordine di mantenere per ogni agenzia il tetto del 30% di pratiche auto da svolgere con la detta procedura informatica, in attesa che la stessa sia snellita e velocizzata e che le agenzie ne assimilino i meccanismi. “Bisogna prendere atto delle numerose difficoltà segnalate in modo da avviare un’immediata interlocuzione con il Ministero dei Trasporti, al fine di portare all’attenzione di quest’ultimo il contenuto dell’istanza e venire incontro alle esigenze delle agenzie di pratiche auto”, hanno dichiarato.
L’obiettivo comune da raggiungere è che la pubblica amministrazione introduca sistemi diretti a semplificare e snellire le procedure su tutto il territorio nazionale, piuttosto che amplificare i costi e i tempi di svolgimento delle pratiche dovute per legge. Tra l’altro la nuova procedura ha aumentato le responsabilità a carico delle agenzie a cui è stata trasferita l’incombenza della custodia dei documenti senza diche le dette agenzie percepiscano emolumenti.
Dunque secondo la maggior parte degli studi di consulenza automobilistica nazionali si tratta di un grave peggioramento delle condizioni lavorative del settore e di conseguenza danni anche per gli utenti, in assoluto contrasto con la riforma Madia del 2017 che prevedeva l'eliminazione del Pra in quanto ritenuto un ente superfluo. Giudizio tra l’altro successivamente avallato sia dal Tar del Lazio che dal parere del Consiglio di Stato.

giovedì 30 aprile 2020

Coronavirus e nuove tendenze: come cambiano le abitudini delle star

aprile 30, 2020

Concerti sospesi e teatri chiuse, numerose trasmissioni televisive cambiano vesti e anche le attività sportive agonistiche vengono bloccate ai tempi del coronavirus. Gli italiani fanno i conti con abitudini tutte nuove e la comunicazione resta solo social in attesa della fase due, quando finalmente si potrà far visita ai congiunti. Ma in questo periodo anche i vip si sono sbizzarriti con frequenti dirette social e post che li mostrano alle prese con la quotidianità in quarantena. Da Arisa che canta insieme ai suoi followers, passando per Diletta Leotta con i suoi allenamenti e i pranzetti succulenti fino a Barbara D’Urso che mostra le sue cenette sane in solitudine con uno stile di vita molto meno mondano e ammette di aver preso qualche chilo. Una cosa che forse accomuna tante persone: il motivo è che in quarantena stiamo modificando con le nostre abitudini anche il nostro orologio biologico, e di conseguenza la secrezione di ormoni quali la melatonina che regola il ritmo sonno-veglia che solitamente negli individui inizia intorno alle 21, così come ad esempio intorno alle 2 c’è il picco della fase di sonno profondo, alle 9 picco di produzione del testosterone, alle 10 solitamente massimi livelli di vigilanza (ovviamente variabili da individuo a individuo, ma stabili nello stesso). Non rispettando i normali orari di sonno dunque, come avviene in quarantena, si generano con molta probabilità squilibri che possono portare all’aumento del peso corporeo, ipertensione, malumore o depressione, malattie cardiache, abbassamento delle difese immunitarie e tante altre conseguenza. 


E allora ecco i consigli dell’esperto: “In questo particolare momento storico è pericoloso mantenere le difese immunitarie basse. La prima regola è ricondurre la nostra vita ad una certa normalità, almeno negli orari, quindi darsi delle regole e fare attenzione all’uso dei dispositivi elettronici quali tablet, pc, telefonini”, spiega il dottor Roberto Avolio, biologo nutrizionista. Fondamentale dunque è una corretta alimentazione atta, nella fattispecie ad aumentare le difese immunitarie. In primis aumentare le porzioni di frutta e verdura (anche 5 volte al giorno). Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti come selenio, zinco, Vit C , Vit A , Vit E come ad esempio la frutta secca (inserirla come spuntino). È fondamentale per una sana alimentazione la presenza di cereali integrali e legumi, ricchi di fibre, proteine e carboidrati complessi a basso indice glicemico. “La presenza ottimale di fibre – precisa Avolio - ha lo scopo di fornire specifici nutrienti alla flora batterica intestinale. Talvolta però tale azione viene vanificata da un giusto equilibrio probiotico. In sintesi, per essere più chiari, nasce l’esigenza di introitarli con adeguati integratori. Spesso nei miei piani alimentari prescrivo, l’assunzione di un integratore specifico (Ines Flor capsule), pertinente al momento storico. Sia per lo stress che anche per le difese immunitarie, consiglio in aggiunta un integratore tipo Vibe Multi Energy che ritengo essere efficace e completo, avendo nella sua formulazione di Vit C, Niacina , Calcio pantotenato , Vit A , Vit D , nonché una molecola ad azione antiossidante , l’Astaxantina. Oggi più che mai “a dieta con la mente” è uno stile di vita”.



Consigli di cui sicuramente faranno tesoro tanti lettori e anche le famose star per affrontare al meglio la fase due, in cui i rischi da coronavirus aumentano e si fa i conti ancora con le numerose limitazioni stabilite dal governo a tutela della salute pubblica. Ma con attenzione si può superare al meglio il momento. Anche tanti vip lo sanno.








mercoledì 22 aprile 2020

Smarties-Covid19 Industry: la proposta della Campania per la fase due

aprile 22, 2020


Ripartire è la parola d'ordine con l'avvio della fase due, ma con cautela. Il Governo è infatti all'opera per studiare le misure in grado di tutelare la salute pubblica durante l'emergenza sanitaria e arriva la proposta degli imprenditori campani in accordo con le richieste del presidente della Regione De Luca, presentata al Ministero della Ricerca e Innovazione e a tutti gli organi istituzionali per procedere con un protocollo comune su tutto il territorio nazionale. Lo ha accuratamente spiegato  Giuseppe Romano, presidente Cise e Asi intervistato da Il Mattino: “Sono numerose le aziende nelle nostre terre e in tutto lo Stivale che soffrono lo stop alle attività. Anche il Meridione è ricco di realtà produttive, alcune medio piccole che rischiano maggiormente rispetto alle grandi imprese del Nord. È per questo che stiamo studiando già dall’inizio dell’emergenza insieme a degli esperti il modo migliore per affrontare questa situazione e danneggiare il meno possibile l’economia. Abbiamo chiesto dei sussidi per le aziende che in parte sono arrivati: questo permette di poter mantenere vive momentaneamente le industrie e fare manutenzione, ma anche di pagare gli operai nonostante in tanti casi sia ferma la parte produttiva”.

Il progetto si chiama Smarties-Covid19 Industry e ha lo scopo di salvaguardare la salute dei lavoratori attraverso sistemi appositamente studiati, evitare gli assembramenti e mettere a disposizione centri di assistenza sanitaria all’interno delle aree industriali. Gli orari di lavoro saranno prolungati con turni a minore densità di operai per garantire il distanziamento sociale. “La protezione è fondamentale all’interno delle aziende: lavorare in condizioni di rischio contagio vorrebbe dire bloccare in maniera sicuramente più lunga l’attività poi, come purtroppo è capitato ad alcune aziende del Nord. Rispettare le misure di sicurezza vuol dire continuare a produrre e tutelare i lavoratori e le loro famiglie, ed è per questo che abbiamo sottoposto al Ministero il progetto Smarties-Covid19 Industry”, precisa Romano.

Inoltre si pensa di introdurre all’ingresso delle aree delle camere termografiche in grado di rilevare la temperatura corporea di chi accede ai luoghi di lavoro, insieme a un portale tecnologico che possa controllare l’uso corretto della mascherina, gli accessi attraverso lo smartphone, il numero di persone all’interno e quindi i possibili assembramenti, la distanza sociale.L'esterno verra invece controllato attraverso un sistema Nvr-Dvr intelligente con video analisi on-board.

Previsto anche un particolare bracciale indossato solo col consenso dei lavoratori che permetta di monitorare continuamente il distanziamento sociale, la temperatura corporea e anche il livello di saturazione di ossigeno nel sangue, e in caso di rilevamenti pericolosi il bracciale emetterà un allarme per segnalare ulteriori verifiche, e la segnalazione arriverà anche alla control room debitamente allestita in ciascuna azienda. I dati verranno associati a codici anonimizzati, e solo in caso di necessità si risalirà ai dati sensibili collegati a ciascun codice per proteggere la privacy. “È sicuramente una procedura che sta facendo tanto parlare e al momento sarà volontario l’utilizzo della stessa. Ma è importante far capire che non è interesse delle aziende violare la privacy dei lavoratori, l’unico interesse è tutelare la loro salute nel bene stesso dell’azienda e degli altri lavoratori e delle rispettive famiglie. Un ulteriore diffusione del virus potrebbe nuocere gravemente sotto l’aspetto sanitario ma anche industriale: ecco perché da qualunque punto di vista si guardi la priorità resta sempre la salute”, specifica il presidente Cise e Asi nell'intervista. “Il nostro progetto – continua - si ispira all’esperienza della provincia autonoma di Trento, ma con delle opportune modifiche migliorative. Al momento sembra l’unico modo per ripartire limitando il più possibile i rischi. La ripartenza graduale è comunque necessaria per salvare l’economia: in questo momento sembra aumentare notevolmente il divario tra ricchi e poveri. Soprattutto le aziende più piccole vengono danneggiate da questa situazione poiché soffrono anche la difficoltà degli approvvigionamenti di materie prime che tendono a scarseggiare: hanno meno liquidità disponibile rispetto ad industrie più grandi e riescono a sfruttare meno la velocità. Questo può ovviamente portare al fallimento di alcune piccole attività, che invece meritano di essere salvaguardate perché fanno parte dell’economia del Sud e ne sono in alcuni casi addirittura motore trainante”.

Mentre resta attuale il problema delle lunghe pratiche burocratiche per la conversione delle imprese, in tanti si sono comunque attivati, come chiarisce Romano: “Devo dare atto anche della grande risposta degli imprenditori locali: in tanti hanno riconvertito le loro attività per la produzione di ventilatori polmonari, come le nostre aziende aerospaziali. Ma anche piccole aziende si sono adattate alla produzione di mascherine per rendere autosufficiente il nostro territorio. Altre aspettano di adattarsi con le misure di sicurezza previste per la fase due in modo da evitare una prevedibile nuova carenza di mascherine: con la nuova fase aumenterà il fabbisogno visto che alcune persone torneranno a frequentare luoghi pubblici e posti di lavoro, e i dispositivi saranno obbligatori. È per questo che bisogna farsi trovare pronti”.


Il Sud si propone dunque con coraggio nella ripresa economica del Paese, con dei progetti innovativi e all’avanguardia, che tengono a cuore la salute pubblica alla base anche del buon funzionamento della nuova economia ai tempi del coronavirus, e ora la questione è al vaglio sul piano nazionale.

martedì 14 aprile 2020

Coronavirus e crisi economica: a Napoli si risponde con la solidarietà

aprile 14, 2020

Stare a casa è fondamentale per limitare la diffusione della pandemia, ma l’Italia comincia a subire duri colpi sotto l’aspetto economico e sono tanti coloro che sentono il peso dello stop delle attività. Il Governo è a lavoro per mettere in atto il piano Salva Italia e tanti altri provvedimenti, ma in tanto a Napoli un gruppo di volontari si organizza autonomamente per non lasciare indietro nessuno. È il gruppo di Fuorigrotta Solidale, sostenuto Dinamica e Casa del popolo Fuorigrotta, associazioni no profit attive nel sociale che si sono organizzate nel rispetto del decreto per distribuire la famosa spesa sospesa, come racconta Annalisa Mantellini, consigliere della X Municipalità in un’intervista a Il Mattino: “Spesso ci siamo trovati davanti a genitori che, con le lacrime agli occhi, volevano sdebitarsi per la spesa che portavamo nelle loro case. Qualcuno non riusciva a credere che potesse ricevere gratuitamente qualcosa, in tanti hanno pianto. Anziani soli, impossibilitati ad uscire che hanno ricevuto medicinali, ma allo stesso tempo anche un pensiero che ha dato loro forza. E vedere questo ci ha fatto capire quanto è importante quello che facciamo e ci dà la forza di continuare ogni giorno: loro non lo sanno, ma ricambiano qualsiasi sforzo con le emozioni che ci danno, che non si possono descrivere. Ci fanno sentire umani, ci fanno riflettere su molte cose: il regalo più grande per questa Pasqua è stato consegnare delle uova di cioccolato realizzate da una cioccolateria delle nostre zone ai bambini che non potevano averne. Quegli occhi e quei sorrisi valevano più di qualsiasi sforzo, di qualsiasi cifra”.


Ma al giornale partenopeo arrivano anche altre testimonianze della grande collaborazione di tutta la città: “Sono tanti i napoletani che hanno voglia di aiutare, tanti i carrelli sospesi che le persone riempiono nei supermercati di Fuorigrotta. C’è collaborazione e solidarietà, e anche attraverso la pagina Fb dell’associazione Casa del Popolo Fuorigrotta è possibile segnalare famiglie in difficoltà o ricevere informazioni su come poter lasciare un contributo”, spiega Gianluca Cavotti, anche lui consigliere della X Municipalità. Trasparenza nella distribuzione e tanta voglia di fare in un periodo in cui l’Italia attraversa la crisi più grave dal Dopoguerra.

“Apparteniamo tutti ad associazioni no profit – precisa Antonio Luongo, consigliere Ente Idrico Campano - e riceviamo numerose segnalazioni anche dal Comune di Napoli. C’è un numero per prenotare la propria spesa solidale o segnalare che è lo 0817955555, attivo dal lunedì al venerdì o anche attraverso il sito del Comune di Napoli. Abbiamo istituito un Iban dedicato esclusivamente alle donazioni che trovate sulle nostre pagine e chi dona durante questa emergenza è soggetto a sgravi fiscali: per ogni bonifico, di qualsiasi cifra, ci sarà ovviamente una ricevuta e c’è la possibilità di detrarre il 30% dell’importo versato al momento della dichiarazione dei redditi”.


Anche Franco Veri e Fabiana Di Costanzo, rispettivamente presidente e segretaria dell’associazione Dinamica, hanno portato testimonianze commoventi durante la loro attività di volontariato: “A volte non ci rendiamo conto della povertà che ci circonda, che magari è dietro l’angolo e presi dalla nostra vita non prestiamo attenzione. Mi sono trovato davanti persone che in questo periodo si sono privati anche delle cose più comuni”, è l’esperienza di Franco. “Quando hanno trovato una mano tesa verso di loro si sono aperti: a tante persone mancano cose che spesso molti danno per scontate. E non è giusto vedere certe scene. Nessuno dovrebbe privarsi dei beni di prima necessità e tutti coloro che si lamentano di aver perso dei privilegi dovrebbero passarsi la mano sulla coscienza. C’è chi non ha bisogno di aiuti statali per tanti motivi ma ne fa richiesta semplicemente perché si vede ridotto le entrate: questi riescono a guardarsi allo specchio la mattina? Sanno che ci sono persone che hanno problemi ben più gravi? L’Italia non deve fermarsi, le imprese devono avere i supporti necessari per evitare il fallimento: ma forse oggi, davanti a tutto questo dovremmo accontentarci, ridurre tutti i nostri guadagni al necessario, a favore di chi davvero lotta contro la fame”. E anche Fabiana scuote la testa, con gli occhi lucidi: “Ci sono immagini difficili da descrivere, ma la fotografia più bella della nostra città è quella di una Napoli che non abbandona nessuno, che lotta con dignità, accogliente e generosa con tutti, senza distinzioni di razza o genere. Quella dei più giovani che portano spesa e medicinali agli anziani, per proteggerli. Quella del cestino nei vicoli del centro storico con la scritta “Chi può metta, chi non può prenda”, o quella di un carrello pieno fuori al supermercato: anche questo va raccontato in un momento in cui molti pur avendo il frigo pieno e i familiari sani, magari comodi e al caldo nelle loro case, si deprimono o si lamentano delle restrizioni”.


Napoli si racconta così al mondo attraverso le iniziative di solidarietà e il gruppo di Fuorigrotta Solidale, composto di oltre trenta volontari che ogni giorno si mettono all’opera per non dimenticare nessuno,  rappresentano un esempio di come combattere il virus e restare umani con gesti che vanno ben oltre le distanze imposte dal decreto per trasferire amore senza toccarsi, in attesa che tutto passi in fretta e che tornino anche gli abbracci e la riapertura delle attività.


mercoledì 18 marzo 2020

Stop al calcio, ma Delietta Gol lavora a nuove idee per combattere l'emergenza

marzo 18, 2020
Una settimana strana, senza calcio e senza Delietta Gol. La conduttrice ha fatto sapere che tutta la squadra del programma si attiene al rispetto estremo del decreto per salvaguardare la salute di tutti coloro che lavorano al progetto anche dietro le quinte, e non solo. “È un virus particolarmente bastardo per la facilità di contagio e bisogna stare attenti e non sottovalutare il pericolo”, ha commentato Delia Paciello, attivissima nella campagna #iorestoacasa anche sui social. Ma anche da casa intanto si continua a lavorare, e sono infatti in preparazione delle sorprese: “Stiamo pensando ad un video, ognuno da casa propria, per montare insieme qualcosa di simpatico”, continua la giornalista. Lo sport è fermo, ma la creatività no e per questo Delietta Gol prosegue intanto con nuovi progetti sperando che l’emergenza rientri. 

Grazie alla Mvm Pharma, che da sempre caratterizza l’angolo dedicato al benessere all’interno del programma, attivi anche per quanto riguarda l’attenzione alla salute e al buon funzionamento dell' organismo. “Ancora di più in questo periodo invitiamo tutti a curarsi sotto ogni aspetto per farsi trovare pronti in caso di attacco esterno. Mantenere alte le difese immunitarie serve a proteggerci dal virus, e una sana alimentazione è importantissima oggi più che mai. Per chi ha particolari carenze ed ha bisogno di integrazione abbiamo offerto a tutti uno sconto del 30% sui nostri prodotti attraverso il codice Delietta, per rendere i nostri integratori di alto livello accessibili a tutte le tasche”, è il regalo del dottor Vinciguerra in questo particolare periodo in cui la massima cura e attenzione diventano primarie.

In ogni caso tutto lo staff di Delietta Gol promette tornare presto per regalare sorrisi ai tanti affezionati telespettatori, in primis con Lino D’Angiò e i suoi collegamenti con De Laurentiis, Gattuso, Sarri e tanti altri. Ma anche con le simpatiche rubriche di Flavio Berti e con gli interventi della scoppiettante tribunetta vip, colorata con ospiti di varie squadre come il simpatico imprenditore laziale Luigi Di Fonsi, o il direttore di produzione Assunta Maria Capozzi, manager e titolare della Multiservice di Latina, e tanti ospiti d’eccezione.

Una squadra fatta di professionisti e appassionati pronta a spopolare su Tele A con tante idee simpatiche e originali appena l’emergenza sanitaria lo consentirà, composta anche di numerosi sponsor nazionali come come Euronics Gruppo Tufano, già sponsor ufficiale della Ssc Napoli e tante altre aziende fra cui Le Cinema Cafè, Directa Fin, Monti Metalmeccanica, Gf Napoli, Remi, Mvm, 2f Project, General Forniture, 2p Asfalti, Radio Amore. E il pubblico aspetta il gran ritorno per divertirsi e informarsi grazie a Delietta Gol.