Sala affollata al Museo Crocetti di Roma per il convegno “Remigrazione e Riconquista”, promosso da Italia 2.0 e dedicato al fenomeno dell’immigrazione, analizzato sotto il profilo giuridico, politico e sociale. Al centro dell’appuntamento anche la presentazione di una proposta di legge elaborata dal movimento.
L’incontro ha riunito avvocati, giuristi, esponenti politici e rappresentanti del mondo dell’informazione, chiamati a confrontarsi su legalità, sicurezza, coesione sociale e tutela dei valori. Un dibattito articolato, seguito con interesse dal pubblico presente e moderato dalla giornalista Barbara Castellani.
L’iniziativa, organizzata da Italia 2.0, movimento fondato dall’avvocato Alessio Ciasco, ha offerto l’occasione per illustrare le posizioni del partito e approfondire alcune questioni considerate di interesse nazionale, attraverso gli interventi dei numerosi relatori che si sono alternati nel corso della serata.
Nel suo intervento, il presidente di Italia 2.0 Alessio Ciasco ha affrontato il tema dell’immigrazione irregolare, esprimendo una posizione critica rispetto alle politiche adottate negli anni:
«Il concetto di immigrazione clandestina e di islamizzazione è stato troppo sottovalutato sia dai governi di destra che di sinistra. La destra spera di arginare il problema con una chiusura dei porti completamente inammissibile dal punto di vista del diritto internazionale. Poi crea solo uno slogan istituendo costosi centri di accoglienza fuori dal territorio nazionale. Il problema è quello che tutti quanti noi oggi viviamo nelle nostre strade, una paura di uscire, una paura generalizzata che permane tuttora.»
Da queste considerazioni nasce la proposta di legge sulla “remigrazione” presentata da Italia 2.0, che punta, secondo quanto illustrato dal presidente, a rendere più efficaci gli accordi bilaterali con i Paesi di origine per favorire i rimpatri.
«Lo scopo della remigrazione è quello di sviluppare i patti bilaterali tra gli Stati africani che già esistono e farli funzionare. L’obiettivo è riportare l’immigrato nella propria patria attraverso strumenti concretamente applicabili. La proposta punta inoltre a intervenire sui meccanismi che possono impedire i rimpatri quando nei Paesi d’origine non esistono le stesse forme di tutela penale previste in Italia.»
Ciasco ha poi affrontato il tema dei rapporti economici con gli Stati coinvolti, sostenendo la necessità di utilizzare anche gli strumenti finanziari nell’ambito degli accordi internazionali:
«La nostra legge porta avanti il principio secondo cui questi Stati devono riprendere i propri cittadini. L’Italia, secondo i dati a cui facciamo riferimento, sarebbe creditrice nei loro confronti di una somma rilevante, con quasi 380 milioni di euro di interessi non pagati sui prestiti. La nostra proposta è quella di collegare anche questi rapporti economici alla collaborazione sui rimpatri.»
Secondo il presidente di Italia 2.0, le misure contenute nella proposta avrebbero inoltre effetti sulla presenza di cittadini stranieri all’interno delle carceri italiane.
Nel corso dell’appuntamento è stato presentato anche il libro di Alessio Ciasco, La riconquista dei valori, che ha contribuito ad ampliare il confronto sulle questioni politiche, sociali e culturali al centro dell’iniziativa.
Un’altra parte del dibattito è stata dedicata al rapporto tra immigrazione e integrazione e alla regolamentazione dell’Islam. Anche su questo argomento Ciasco ha illustrato la propria posizione:
«Un altro problema fondamentale è la regolamentazione dell’Islam. Quella che viene definita integrazione rischia, secondo noi, di trasformarsi in qualcosa di diverso. Si crea una situazione nella quale immigrati clandestini possono arrivare ad accettare lavori fortemente sottopagati, mentre allo stesso tempo assistiamo a uno spogliamento dei territori d’origine.»
Nell’analisi proposta durante il convegno, particolare spazio è stato riservato anche al futuro dei rapporti tra Italia e Africa. La proposta illustrata da Ciasco prevede di favorire un’immigrazione legata alle esigenze del mercato del lavoro e, parallelamente, di investire nella formazione e nello sviluppo dei Paesi africani:
«La nuova legge vuole promuovere un’immigrazione di figure professionali di cui abbiamo bisogno, creare scuole di formazione e contribuire a sviluppare negli Stati africani nuove opportunità. Oggi l’Africa rappresenta una nuova frontiera commerciale. La Cina lo ha capito, l’Italia no.»
Al termine dell’incontro, gli organizzatori hanno espresso soddisfazione per la partecipazione del pubblico e per la qualità del confronto, ringraziando gli ospiti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Tra i relatori della serata erano presenti l’avvocato Alessio Ciasco, presidente di Italia 2.0; il dottor Aldo Palleschi, segretario nazionale di Italia 2.0; il dottor Marcello Papa, segretario del Comitato Nazionale di Italia 2.0; la dottoressa Francesca Romanelli, responsabile nazionale di Italia 2.0; l’avvocato Giancarlo Longo, responsabile legale di Italia 2.0; il dottor Pierluigi Ghelarducci, coordinatore alla Segreteria Politica; la dottoressa Enrica Lombardi, responsabile nazionale delle Pari Opportunità di Italia 2.0; il dottor Angelo Sandri, segretario nazionale della Democrazia Cristiana; il cavaliere Calogero Morello, responsabile organizzativo Regione Sicilia della Democrazia Cristiana; la dottoressa Sylvie Lubamba, conduttrice televisiva, speaker radiofonica e team leader in un comitato costituente di Futuro Nazionale a Milano; Giorgio Gorza, candidato sindaco di Bologna con UBCC; e il Cav. Avv. Michelangelo Abbate Trovato, vicepresidente vicario della Confederazione delle Destre – Assemblea Nazionale.
