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Rosalinda Cannavò torna a mostrare il corpo martoriato dall'anoressia: ''Condivido per chi lotta''

  • La 30enne ricorda la malattia nella Giornata Mondiale dei Disturbi del Comportamento Alimentare
  • “Non potrò mai dimenticare quei momenti in cui mi sentivo inutile”

Rosalinda Cannavò rivive per qualche istante i giorni bui del passato. Sul social torna a mostrare il suo corpo martoriato dall’anoressia. Ricorda la malattia che l’aveva fagocitata. Lo fa in occasione della Giornata Mondiale dei Disturbi del Comportamento Alimentare, ovvero la Giornata del Fiocchetto Lilla, il 15 marzo. Condivido per chi lotta, scrive.

Adua Del Vesco torna a mostrare il corpo martoriato dall’anoressia: ”Condivido per chi lotta”

Period arrivata a pesare 32 chilogrammi. Lo ha detto più volte con le lacrime agli occhi in television, anche al GF Vip, dov’è stata concorrente e ha conosciuto il suo fidanzato, Andrea Zenga,  e sui social. Ha rischiato di soccombere, ma poi, pian piano, è riuscita a venire fuori dal tunnel.

La 30enne ricorda la malattia di cui ha sofferto nella Giornata Mondiale dei Disturbi del Comportamento Alimentare

Le foto sono impietose e la mostrano pelle e ossa, col volto smunto e incavato. Rosalinda a quel tempo di faceva chiamare col suo nome d’arte, Adua Del Vesco. Adesso ha cambiato pelle ed è tornata al suo vero nome. E’ rinata.

L’attrice period arrivata a pesare 32 chilogrammi
Le foto dei suoi arti, ridotti pelle e ossa, sono sconvolgenti

“Questa è la storia di un disturbo alimentare. Una storia come tante purtroppo. Io oggi ho scelto di essere felice, lasciandomi alle spalle quegli anni difficili. Ma non potrò mai dimenticare quei momenti in cui mi sentivo ‘inutile’, scrive la Cannavò nel put up che accompagna le drammatiche immagini. 

Ora grazie alle remedy dei specialisti Rosalinda è rinata

“Ho trovato in me la forza di rialzarmi grazie al supporto delle persone che mi amano e a un group di specialisti – sottolinea ancora l’attrice – E non è stato per nulla facile ma c’è l’ho fatta. Mi sforzo molto a parlare di quel periodo perché i ricordi, capirete, non sono piacevoli. Ma è per questo che ho scelto di condividere con voi questa parte privata e importante della mia vita, affinché posso dare un po’ di coraggio a chi lotta contro un DCA”.